Psicologi per i Popoli - Trentino


                                           INFORMAZIONI ALLA POPOLAZIONE





- COME PRENDERSI CURA DI SÈ, DELLA PROPRIA FAMIGLIA, DEI BAMBINI,
   DEGLI ANZIANI, DELLA PROPRIA CLASSE E COMUNITA'.
- REAZIONI "NORMALI" ALLE SITUAZIONI DI STRESS E INDICAZIONI PER GESTIRLE.



Gli avvenimenti improvvisi e violenti come le catastrofi naturali, i disastri tecnologici, le guerre, gli atti terroristici, mettono a dura prova la nostra normale capacità di saper far fronte alle situazioni difficili della vita, anche se siamo solo testimoni di tali avvenimenti attraverso le informazioni, la televisione e i racconti.

Conseguenze psicologiche degli eventi stressanti:
- Se questi eventi ci toccano direttamente o riguardano persone e luoghi per noi cari, possono provocare molto sconforto, paura e angoscia.
- Noi siamo spinti ad inquietarci per la nostra sicurezza, per quella dei nostri cari e della nostra comunità.
- Questi eventi possono risvegliare in noi dei ricordi e delle emozioni collegate ad altre situazioni dolorose del nostro passato personale o familiare.
- Possono anche contribuire ad aumentare le difficoltà a gestire una situazione che è già difficile al momento della catastrofe.

Regola d’oro:
• E’ importante sapere che è perfettamente normale e non è patologico avvertire lo stress in questi casi.
• Le nostre paure, ansie e preoccupazioni sono reazioni normali ad eventi non normali.
• Le crisi, incontrate e superate, fanno parte della nostra vita e ci danno coraggio nell’ affrontare nuovi rischi. Abbiamo anche persone che ci vogliono bene e ci aiutano.

Altre regole importanti:
• La maggior parte delle persone è coraggiosa e si rimette a posto in breve tempo.
• Tutti noi abbiamo la possibilità di aiutare la nostra famiglia e la nostra comunità.
• La cosa più importante per dare aiuto anche agli altri è conoscere le misure di sicurezza che sono a nostra disposizione.
• Le reazioni delle persone significative (autorità, personale sanitario, educatori, insegnanti, religiosi ecc.) influiscono in maniera decisiva nella possibilità di reazione dei bambini, delle loro famiglie e della comunità.

Reazioni fisiche agli eventi stressanti:
Noi possiamo reagire con mal di testa, dolori alla schiena, mal di stomaco, diarrea, difficoltà a prendere sonno, dolori muscolari, mancanza di energia fisica e stato di affaticamento. Possiamo anche perdere l’appetito o ricorrere troppo ai dolci, bere alcolici, fumare troppo.

Reazioni emozionali agli eventi stressanti:
Possiamo sentirci tristi, collerici, colpevolizzati, impotenti, insensibili, confusi, scoraggiati, inquieti e ansiosi verso il futuro, timorosi che l’evento si ripresenti. Queste emozioni possono venire e andare ad ondate, arrivare al culmine e poi sparire e ripresentarsi daccapo.

Reazioni cognitive agli eventi stressanti:
• Può diventare difficile concentrasi nel lavoro, o smettere di pensare a ciò che è successo, per riprender la vita normale.
• Possono riaffiorare ricordi di situazioni tristi e difficili del passato.
• Possono comparire improvvisamente pensieri ed emozioni mentre noi leggiamo, discutiamo, guidiamo, lavoriamo.

Reazioni che toccano il sentimento di sicurezza:
• Possiamo trovare difficoltà ad uscire di casa e lasciare da soli i nostri cari.
• Possiamo avere la tendenza a superproteggere i nostri bambini.
• Possiamo avere eccessiva paura a viaggiare con certi mezzi, come in aereo, in treno ecc.

Come prendere cura di se stessi:
• Prendersi una pausa nel parlare degli eventi catastrofici e nell’informazione continua.
• Darsi il tempo per riposarsi, e fare dell’esercizio fisico per gestire lo stress, ridurre la tensione, dormire bene e mangiare come si deve.
• Parlare con i propri amici, colleghi, guide spirituali o della comunità, a proposito dei pensieri, delle emozioni e delle reazioni che si provano. Parlando con gli altri ci si sente meno soli, ci si conforta a vicenda e ci si sente simili agli altri in ciò che si prova.
• Non bisogna prendere decisioni importanti nei momenti in cui si è sconvolti
• Alcune persone possono sentirsi più toccate di altre dagli eventi. Essere pazienti e comprensivi sono due modi per aiutare queste persone
• E’ fondamentale riprendere le abitudini quotidiane, facendo le cose che piacciono e creano un senso di sicurezza e di controllo
• Bisogna fare attenzione all’alimentazione.
• Bisogna essere attivi fisicamente e non lasciarsi impigrire e immalinconire
• Attenzione all’alcol, ai farmaci e al fumo: si possono prendere abitudini difficili da smettere
• Dormire bene

Come prendersi cura della propria famiglia:
• Rassicurare i propri cari rispetto al futuro.
• Darsi del tempo per discutere di ciò che è successo.
• Rilassarsi assieme inventandosi qualche gioco o sollievo.
• Far visita a parenti ed amici

Prendersi cura degli anziani:
• Gli anziani possono essere autonomi e capaci di sbrogliarsela, anche perché ne hanno viste nella loro vita.
• Alcuni eventi possono inquietarli rispetto alla sicurezza e all’avvenire
• In alcuni casi possono sentirsi tristi, confusi e, per qualche momento, disorganizzati.
• Quelli che sono depressi, che hanno disturbi cognitivi o vivono da soli, possono avere difficoltà particolari.
• Parlare con loro dei propri pensieri, emozioni e reazioni.
• Far visita agli anziani.
• Farli partecipare alle attività sociali e ricreative.
• Assicurarli che si è a loro disposizione se hanno bisogno di parlare o se chiedono aiuto.

Prendersi cura della comunità:
• Partecipare alle riunioni indette per l’informazione sugli avvenimenti
• Assistere alle cerimonie di ricordo e ai riti civili e religiosi
• Mettersi a disposizione delle autorità per portare soccorso in maniera organizzata
• Riprendere il proprio ruolo e la propria funzione (educativa, sanitaria, sociale…)

Prendersi cura dei bambini (da 7 a 11 anni):
I bambini di questa età posso sentirsi sconvolti dopo un avvenimento stressante. A questa età le loro paure dimostrano che c’è la coscienza del danno che può essere procurato da questi eventi su di sé, sui familiari e sugli amici. Possono anche formarsi dei timori immaginari che non hanno alcun rapporto con i danni che gli eventi possono procurare.

Reazioni comuni nei bambini:
• Paura d’essere feriti e separati dai genitori.
• Paura che l’evento si ripresenti.
• Paura dei rumori e del buio.
• Mal di testa.
• Difficoltà nel sonno.
• Problemi nel mangiare
• Nervosismi e irritabilità
• Regressioni: enuresi…

Come aiutare i bambini:
• Prendere sul serio le loro paure, non irridere a quanto dicono, perché un bambino che ha paura ha “veramente paura”.
• Darsi tutto il tempo per ascoltare ciò che raccontano e chieder come va, facendo partecipare tutta la famiglia o il gruppo alla discussione.
• Dare tutte le informazioni su ciò che è successo e sulle cause.
• Rassicurali su ciò che si sta facendo per garantire il ritorno alla normalità e alla sicurezza.
• Non nascondere le proprie emozioni e quelle degli altri adulti.

Quando chiedere un aiuto specialistico per i bambini:
• I bambini hanno grande capacità di recupero e si adattano facilmente, anche a situazioni difficili. Esiste tutta una gamma di reazioni normali provocate da un evento stressante che possono essere quasi tutte affrontate con l’aiuto della famiglia e della scuola.
• Talvolta ci sono nelle settimane e nei mesi successivi dei segnali d’allarme che richiedono un intervento specialistico, per la per la loro persistenza e gravità

Segnali di preoccupazione:
• Comportamenti non abituali in famiglia e a scuola.
• Problemi nuovi di apprendimento e di attenzione a scuola.
• Frequenti crisi di collera.
• Ritiro dai giochi e dalle amicizie.
• Frequenti incubi notturni
• Disposizione a correre dei rischi
• Temi di morte nei discorsi
• Problemi fisici: mal di testa, nausea, perdita di peso corporeo
• Crisi di ansia e paura
• Stato depressivo

Prendersi cura degli adolescenti
• Gli adolescenti posso essere toccati profondamente dagli eventi stressanti come le catastrofi, i conflitti, i gravi incidenti. Anche un contatto indiretto attraverso i media può influire sulle loro capacità di fronteggiare questi eventi.
• Sono più capaci dei bambini di immaginare con più dettagli situazioni pericolose e quindi possono rimanere sconvolti dinnanzi a scene di distruzione e morte particolarmente dure.
• Gli adolescenti si sono gia’ potuti confrontare con numerosi cambiamenti fisici , sociali ed emotivi , propri della loro età.
• Nella ricerca della loro identità è tipico l’assunzione di atteggiamenti che vanno dal cinismo all’idealismo.
• Gli eventi catastrofici possono far vacillare le loro convinzioni sulla visione del mondo, e sui rapporti con le istituzioni e gli adulti.
• E’ dunque normale che si inquietino, siano tristi ed abbiano bisogno di molta attenzione da parte degli adulti: familiari ed educatori.
• Gli adolescenti possono far fronte alle situazioni stressanti e si possono aiutare positivamente.
• E’ importante informarli che sono in stato di sicurezza e che si è disponibili ad aiutarli.
• Possono esprimere in maniera transitoria forti reazioni emotive che non devono inquietare troppo.
• Gli adolescenti guardano a come reagiscono gli adulti e a come prendono le loro misure di sicurezza e si curano di sé.

Non allarmarsi, ma prestare attenzione:
Un certo numero di reazioni degli adolescenti, come i salti di umore, sono tratti caratteristici della loro età. Bisogna tuttavia prestare attenzione qualora ci sorprendano per comportamenti nuovi, insoliti e disturbanti. Se dovessero permanere è utile chiedere un aiuto professionale.

Attività utili agli adolescenti in situazioni stressanti:
• Attività rilassanti: musica, letture, camminate ecc.
• Tenuta di un diario personale
• Attività ricreative
• Attività di volontariato e verso i più giovani
• Colletta di fondi per aiutare persone bisognose
• Incontri fra pari per discutere degli eventi e come farvi fronte

Insegnanti ed alunni:
• Assicurare ai bambini che si trovano al sicuro e che la scuola è sempre ben preparata a prendersi cura di tutti. Mantenere l’organizzazione e la stabilità all’interno della scuola. Sarebbe meglio tuttavia, non svolgere compiti e interrogazioni o progetti importanti nei giorni immediatamente successivi al disastro. Predisporre un piano speciale per i primi giorni di ritorno a scuola.
• identificare gli alunni che hanno avuto di recente una tragedia personale o in stretto rapporto con le vittime o le loro famiglie: possono avere bisogno di più aiuto e di un atteggiamento particolarmente comprensivo.
• conoscere le risorse del territorio per i bambini che possono avere bisogno di consulenza psicologica.
• Discussione degli eventi connessi alla calamita. Si possono usare varie attivita per promuovere l'espressione verbale e/o non verbale dell'esperienza, delle domande e delle preoccupazioni dei bambini, compreso il disegno, il racconto di storie, i burattini
• Promozione di abilita positive di fronteggiamento e problem solving. I bambini vengono incoraggiati a sviluppare abilita di fronteggiamento e di soluzione di problemi nonche metodi per gestire le loro ansie adeguati alla loro eta.
• Rafforzamento dell'amicizia e del sostegno dei coetanei. Spesso la calamita interrompe i legami familiari e le altre relazioni di sostegno sociale. Questo problema puo essere affrontato aiutando i bambini a sviluppare relazioni di sostegno con gli insegnanti e i compagni di classe mediante attivita in piccolo gruppo (per es., scrittura di lettere ad altri superstiti, creazione di poster e organizzazione di rituali commemorativi).

Insegnanti ed alunni nella fase dell’emergenza:
• Proteggere i bambini da ulteriori danni e, per quanto possibile, da un’ulteriore esposizione a stimoli traumatici: in questa fase occorre ridurre al minimo la percezione di stimoli visivi, uditivi, olfattivi, gustativi e tattili potenzialmente traumatici, proteggere i bambini dai curiosi e dai media e impedire la visione di trasmissioni televisive che documentino nei particolari scene di morte e distruzione.
• Guidare i bambini. Nelle situazioni di calamità è necessaria una guida gentile ma decisa. Quando è possibile, i bambini vanno tenuti lontano dai superstiti gravemente feriti e da quelli in preda a una sofferenza emozionale estrema, in modo da ridurre al minimo la paura e il contagio emotivo.
• Ristabilire i collegamenti del bambino con le persone e le risorse di cui ha bisogno e che possono ridurre il senso estremo di paura e isolamento. Il sostegno e la compassione, che siano espressi a parole o attraverso modalità non verbali, aiutano a ridurre la paura e a riconnettere il bambino a un senso di sicurezza. I bambini devono essere messi in contatto con i genitori o i parenti. Cercate di presentare informazioni precise a intervalli regolari e di fornire ai bambini le risorse adeguate disponibili.
• Restare accanto ai bambini. I bambini in preda a sentimenti intensi di panico o disperazione possono trarre giovamento dalla presenza di un adulto. Restate con i bambini che si trovano in un momento di sofferenza acuta o trovate qualcuno che resti con loro finché il loro stato emotivo non migliora. Garantite la sicurezza del bambino

Quando chiedere un aiuto specialistico
Se dopo qualche settimana i pensieri di quanto è successo non lasciano la mente, le immagini ritornano sotto forma di incubi notturni, persistono i sintomi fisici, emozionali, cognitivi, comportamentali, permane lo stato di allerta, allora può essere utile e talora necessario consultare uno specialista (medico di famiglia, psicologo, psichiatra). Le reazioni iniziali possono trasformarsi in veri disturbi patologici (PTSD).



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-BAMBINI, STRESS E DISASTRI NATURALI: UNA GUIDA PER GLI INSEGNANTI
(Traduzione di Barbara la Medica )

Introduzione
Lo scopo di questa guida è di informare gli insegnanti su come i disastri naturali possono influire sul comportamento dei bambini e sul loro rendimento all’interno della classe e su che cosa essi possono fare per aiutare i bambini a far fronte all’evento. Leggendo questa guida gli insegnanti: avranno una migliore comprensione di che cosa i bambini possono provare in seguito a un disastro e di quali potrebbero essere le conseguenze a breve e a lungo termine di queste esperienze saranno in grado di identificare come i bambini reagiscono comunemente ai disastri e ad altre situazioni stressanti e come queste reazioni possono influenzare il comportamento in classe dei bambini e il rendimento scolastico avranno una migliore comprensione di come potebbero riuscire ad aiutare i bambini a far fronte alle conseguenze di un disastro naturale Una guida intitolata Attività Scolastiche per bambini fornisce informazioni più dettagliate su cosa gli insegnanti possono fare nelle loro classi per aiutare i bambini a far fronte alla vita dopo il disastro.

Che cosa possono provare i bambini?
Quello che provano i bambini dipende dal tipo di disastro che c’è stato, se c’è stato un preavviso e il tempo per prepararsi, l’estensione dell’impatto sulla comunità, e quanto potrebbe essere stata diretta l’esposizione dei bambini e dei loro familiari. Comunque i bambini che sperimentano un disastro vivono due tipi fondamentali di esperienze: (1) il trauma causato dal disastro stesso e (2) i cambiamenti e gli sconvolgimenti nel vivere quotidiano causati dal disastro.

Il trauma dell’evento
L’esperienza più ovvia che i bambini potrebbero provare durante un disastro è fare esperienza diretta o essere testimoni di un evento o una serie di eventi paurosi. Questi potrebbero includere la distruzione di case, di proprietà o di averi personali; l’essere feriti personalmente o far fronte a pericoli fisici; o il trovarsi di fronte alla morte, alle ferite o al dolore degli altri. Questo avviene più comunemente in quei disastri che sono improvvisi e senza preavvertimento tipo terremoti, tornadi e alluvioni. Comunque, anche i disastri che possono essere anticipati (es. uragani) possono essere paurosi per i bambini. Questi eventi disastrosi sono spesso di breve durata, comunque, altri disastri (alluvioni) possono spesso durare più a lungo. In entrambi i casi, i disastri spesso innescano una catena di eventi che possono causare cambiamenti nelle condizioni di vita quotidiane e portare a difficoltà a lungo termine.

Gli sconvolgimenti della vita quotidiana
La vita, in conseguenza di un disastro, potrebbe non ritornare rapidamente alla normalità. Possono esserci cambiamenti nelle condizioni di vita che causano cambiamenti nelle attività quotidiane - incluse tensioni nelle relazioni tra membri della famiglia o tra amici, cambiamenti nelle aspettative che i membri della famiglia hanno gli uni verso gli altri (insieme a cambiamenti nelle responsabilità). Questi sconvolgimenti nelle relazioni, nei ruoli e nelle abitudini possono rendere la vita non familiare o imprevedibile, cosa che può essere, per i bambini, motivo di turbamento o qualche volta di paura.

I cambiamenti nelle condizioni di vita che possono causare difficoltà includono:
1) Avere una casa distrutta
2) Dover traslocare quando la casa è distrutta. Questo può significare:
   - vivere in case temporanee o con parenti o amici; possibile affollamento e tensioni
   - spostarsi verso una nuova comunità, andare in una scuola nuova: doversi adattare a un nuovo ambiente e farsi nuovi amici
3) Essere separati dai componenti della famiglia
4) Pressioni finanziarie derivanti dal non aver più un impiego o dalla perdita della casa e degli affari
5) I cambiamenti che rovinano le relazioni, i ruoli e le abitudini includono:
6) Non avere, in seguito al disastro, parenti fisicamente o emotivamente disponibili (poichè essi sono occupati a ripulire o sono preoccupati, distratti o stressati dal disastro - difficoltà correlate)
7) Aspettarsi di dover assumere ruoli più da adulti ( sorvegliare i fratelli, aiutare a pulire, ascoltare le preoccupazioni dei genitori ecc.)
8) Non poter passare del tempo con gli amici o partecipare ad attività, gruppi, hobbies, portare avanti interessi o le usuali abitudini che hanno i bambini (es. vacanze estive, viaggi ecc.)
9) Somma di fattori stressanti e sollecitazioni a lungo termine

I fattori stressanti derivanti dal disastro e le loro conseguenze possono diventare una somma. Quando ci sono altri problemi che devono essere affrontati può divenire difficile affrontare una piccola serie di problemi. Le difficoltà che i genitori affrontano possono qualche volta “FILTER DOWN” e influenzare i bambini in modi indiretti. Questa somma può condurre a sollecitazioni che continuano a lungo anche dopo che i segni fisici della distruzione non sono più evidenti.

I cambiamenti che possono avere il più grande effetto sui bambini sono i problemi di adattamento dei genitori o le sollecitazioni sulle relazioni familiari che possono persistere anche dopo il disastro, includendo:
- aumento nell’ uso di alcol o droghe da parte dei membri della famiglia
- aumento di conflitti o di comportamenti violenti tra i membri della famiglia o tra i membri della famiglia e gli altri
- diminuzione della disponibilità fisica o emotiva dei genitori
- perdita della rete sociale dei bambini o dell’opportunità di partecipare alle normali abitudini e attività

Alcuni degli effetti negativi di un disastro possono essere dovuti a sollecitazioni a lungo termine che sono causati o esacerbati dal disastro. Queste sollecitazioni quotidiane possono avere un impatto più grande sull’adattamento dei bambini che l’esperienza dell’evento stesso. In altre parole, le distruzioni causate dai disastri possono:
- aumentare le difficoltà dei bambini nel far fronte al trauma dell’evento disastroso,
-creare difficoltà aggiuntive per i bambini che non hanno niente a che fare con l'evento traumatico,
-ridurre i tipi di risorse disponibili per i bambini nel far fronte allo stress.

Le reazioni dei bambini ai disastri
I bambini reagiscono allo stress in tanti modi diversi, comunque,ci sono alcuni comportamenti comuni che potrebbero essere notati in classe come risultato di un disastro o di sconvolgimenti relativi al disastro. I bambini di differente età rispondono alle circostanze stressanti in modi diversi. Per esempio probabile un comportamento regressivo è più tra i bambini più giovani (sotto i 7 anni), mentre tra i bambini più grandi sono più comuni gli agiti e la chiusura. La cosa principale da ricordare, comunque, è che il migliore indicatore di sofferenza è un inusuale cambiamento nel comportamento o NELL’APPARENZA.

Alcune reazioni comuni ai disastri includono:
- segni di sofferenza
- comportamento regressivo (agiti come se fosse un bambino più piccolo): succhiare il pollice, perdita delle capacità di tenersi pulito; difficoltà di separazione (piangere, agitarsi o aggrapparsi quando i genitori si allontanano); difficoltà nel fare spostamenti; aumentati piagnucolii, dipendenza o stato di bisogno
- paure collegate al disastro (pioggia, tuoni,vento...)
- difficoltà a dormire, incubi
- mancanza di espressione emotiva
- sguardo triste o depresso, pianto
- essere insolitamente tranquilli o chiusi
- apatia, non essere interessati alle cose che abitualmente divertivano
- lamentele di mal di testa, mal di stomaco o altri sintomi di malattia
- agiti, aggresisoni, disobbedienze, TALKING BACK, distruttività, furti
- scoppi di rabbia, irritabilità, improvvisi cambiamenti nell’umore
- distraibilità, scarsa concentrazione, problemi di attenzione, inpossibilità di riposare, sogni ad occhi aperti
- letargia, affaticamento, dormire in classe
- aumento delle assenze o TARDINESS
- declino nelle prestazioni scolastiche
- cambiamenti nelle relazioni tra pari (passare improvvisamente molto più tempo o molto meno tempo con gli amici).

Sebbene i sintomi possano risultare dal trauma provocato dall’esposizione diretta agli eventi disastrosi, gli stessi possono anche essere dovuti agli sconvolgimenti nelle relazioni, ruoli, e abitudini causati dal disastro.
E’ importante notare che mentre i sintomi manifestati dai bambini possono essere una reazione al disastro o agli sconvolgimenti correlati al disastro, essi possono anche riflettere le condizioni presenti prima del disastro. Gli stress e le sollecitazioni causati da un disastro possono avere rivelato o esacerbato delle difficoltà preesistenti.

Chi è a rischio?
In generale, i bambini che con più probabilità possono essere influenzati dai disastri sono quelli che:
- hanno esperito direttamente o hanno avuto la più grande esposizione al disastro (quelli che hanno avuto una ferita, hanno un membro della famiglia morto o che è stato ferito, si sentono in pericolo fisico o testimoni di un evento pauroso)
- hanno esperito sconvolgimenti più grandi nelle relazioni (specialmente con la famiglia), nei ruoli e nelle abitudini che sfociano in cambiamenti e sollecitazioni a lungo termine
- che avevano diffioltà psicologiche e scolastiche già presenti prima del disastro

Identificare i bambini che possono aver bisogno di più aiuto
Sebbene alcuni dei sintomi elencati sopra sono considerati delle normali reazioni allo stress, i bambini dovrebbero essere condotti da dei professionisti della salute mentale per una valutazione qualora:
- i sintomi segnalano un cambiamento molto insolito nel comportamento o NELL’APPARENZA, e persistono da più di 2 settimane
- vengono notati alcuni differenti tipi di sintomi (per es. aspetto triste, lamentela di mal di testa e dormire in classe)
- i sintomi vengono osservati in contesti differenti (in classi diverse, fuori della scuola, a casa, con i pari)
- il bambino minaccia o prova veramente a fare del male a se stesso
- il bambino mostra segni di abuso o trascuratezza

Prima di effettuare una PROCEDURA REFERRAL della scuola bisognerebbe discutere con gli altri dello staff scolastico su alcune preoccupazioni o sospetti.

Implicazioni per gli insegnanti
Gli sconvolgimenti di cui i bambini fanno esperienza e le loro possibili reazioni significano che:
- Alcuni bambini possono non essere pronti ad imparare -- la sofferenza emotiva può incidere sui progressi scolastici
- Alcuni sintomi o difficoltà d’apprendimento possono persistere per un lungo periodo, specialmente se i bambini stanno reagendo a sconvolgimenti e sollecitazioni familiari a lungo termine
- Alcuni degli effetti degli sconvolgimenti a lungo termine possono non essere immediatamente evidenti: i problemi possono non essere evidenti fino a settimane, mesi o anche un anno dal disastro
- La gestione della classe può essere più difficile; gli insegnanti possono avere a che fare con comportamenti regressivi, chiusura o comportamenti distruttivi
- Gli insegnanti possono provare più del solito stress e sollecitazioni nell’avere a che fare con bambini sofferenti
Gli insegnanti possono trovarsi di fronte anche a una sollecitazione più grande se loro stessi hanno delle difficoltà legate a un disastro.

Cosa possono fare gli insegnanti
Gli insegnanti possono aiutare i bambini che hanno assistito a un disastro cercando di comprendere che cosa hanno provato, di riconoscere i segni di sofferenza e di capire quando i bambini hanno bisogno di un aiuto in più. Essi possono anche aiutare i bambini a far fronte alle situazioni difficili fornendo un’atmosfera di sicurezza e sostegno, portando avanti le attività scolastiche che possono facilitare tale compito e prendendosi cura di se stessi.

Fornire sicurezza e sostegno
Nei periodi di incertezza, i bambini hanno bisogno di qualcuno, qualche posto o qualcosa su cui poter contare per la propria sicurezza e realizzazione. Essi hanno bisogno di un posto dove sanno che loro sono importanti e possono portare le loro domande (?); dove le loro azioni hanno delle conseguenze; dove possono contare sulle persone e su cose positive secondo moalità prevedibili.
Gli insegnanti possono fornire questo tipo di atmosfera in questo modo:
- essendo disponibili ad ascoltare e a rispondere agli stimoli verbali e non verbali
- notando e riconoscendo le esigenze dei bambini, tenendo nota e commentando le conseguenze riportate nella loro vita
- offrendo ai bambini un’ulteriore rassicurazione, sostegno e incoraggiamento
- fornendo strutture, stabilità e prevedibilità. Avendo delle abitudini prevedibili, chiare aspettative e ruoli coerenti e feedback immediati

I bambini potrebbero aver bisogno di maggiore comprensione e pazienza, ma questo non significa “tenerli nella bambagia” e .... (?) Infatti, gli insegnanti dovrebbero mantenere le loro aspettative rispetto al comportamento e alle prestazioni e non dovrebbero aver paura di usare la disciplina. Allo stesso tempo, comunque, essi dovrebbero essere preparati a fornire un ulteriore sostegno e incoraggiamento.

Lasciare parlare i bambini a proposito delle loro esperienze e lasciarle esprimere le paure e le preoccupazioni. Permettere loro di sapere che questo è OK e che è abbastanza naturale sentirsi arrabbiati, tristi o impauriti e che parlare di questi sentimenti li farà sentire meglio. Potrebbero condividere i loro sentimenti. Le attività che consentono di venire a sapere come si sentono gli altri li aiuterà a capire che i loro sentimenti non sono cattivi o insoliti. Proporre attività di classe che facilitino il fronteggiamento Ci sono alcune cose che si possno svolgere in classe per aiutare i bambini ad affrontare le difficoltà.

Un vademecum
Attività scolastiche per bambini propone attività che possono aiutare i bambini a prepararsi a far fronte ai disastri.
Questi suggerimenti includono:
- proporre attività che incoraggino i bambini a condividere le esperienze e ad esprimere i sentimenti di paura e le preoccupazioni
- condurre progetti di studio o unità multidisciplinari focalizzate sullo studio dei disastri. Gli studenti possono imparare e applicare la matematica, scienze e abilità linguistiche nell’esplorare le cause e le conseguenze dei disastri naturali
- introdurre unità su come prepararsi a un disastro o sugli aspetti della salute e di sicurezza in situazioni di disastro, il tutto per dare ai bambini un senso di competenza, sicurezza e controllo nel divenire capaci di gestire i disastri in futuro
- incoraggiare progetti che forniscono agli studenti un’opportunità per contribuire alla loro famiglia, scuola e comunità

- Prendetevi cura di voi stessi
Potreste scoprire che aiutando i bambini che soffrono vi trovate a sentirvi sotto stress anche voi. Potreste anche avere a che fare con le difficoltà collegate a un disastro all’interno della vostra stessa vita. E’ importante per voi riconoscere i vostri personali stress, preoccupazioni e difficoltà. Sarete di maggiore aiuto ai bambini (e ai vostri colleghi) se siete capaci di conoscere le vostre esperienze e sentimenti.
- Riconoscimento dei vostri sentimenti di rabbia, frutstrazione, paura, tristezza o impotenza
- Parlare con qualcuno (amici, parenti o colleghi) di quello che vi sta succedendo.
Potreste anche prendere in considerazione di partecipare a un gruppo di sostegno per altri che si trovano in situazioni simili (o di dare inizio a uno)
-Diventare consapevoli di come voi fate fronte abitualmente allo stress
-Tentare consapevolmente di gestire lo stress utilizzando tecniche di rilassamento, esercizi, “time off” per il diverteminto e per le attività piacevoli e cercare delle conseguenze positive alla situazione
-Non aver paura di cercare un aiuto “professionale”
I terapisti e i consulenti possono essere molto utili durante i tempi più duri, anche se non ritieni di avere problemi “seri”.

Attività scolastiche per i bambini
Ci sono diversi tipi di attività che gli insegnanti possono utilizzare in una classe per prepararsi o recuperare da un disastro. In generale (dipende dall’età degli studenti) gli insegnanti possono:
-Condurre attività in classe che possano aiutare i bambini a far fronte al trauma del disastro o alle conseguenze di esso condividendo le loro esperienze ed esprimendo le loro paure e preoccupazioni.
-Condurre progetti di studio (?) o unità multidisciplinari focalizzate sul disastro come una modalità per integrare gli apprendimenti attraverso le materie curriculari. Gli studenti possono imparare e applicare la matematica, le scienze e le abilità linguistiche esplorando le cause e le conseguenze di disastri naturali.
-Introdurre unità sulla preparazione a un disastro o sugli aspetti della salute e della sicurezza per dare agli studenti un senso di competenza, sicurezza e di controllo nel divenire capaci di gestire i disastri in futuro
-Organizzare o incoraggiare progetti di asistenza che diano ai bambini l’opportunità di utilizzare le loro capacità e aiutare le loro famiglie, la scuola o la comunità a prepararsi o a recuperare in seguito a un disastro naturale.

Il processo dell’espressione dei sentimenti e delle esperienze, l’apprendimento delle cause dei disastri e la preparazione di futuri eventi può dare ai bambini un senso di comprensione, coerenza e controllo a fatti che sembrano caotici e/o confusi. Portando avanti un lavoro significativo e aiutando gli altri durante un disastro potrebbe anche dare loro un senso di padronanza o evitare che si sentano impotenti e vittime.

Attività di classe per aiutare i bambini ad esprimere i sentimenti.
Dare ai bambini la possibilità di condividere le loro esperienze, esprimere le loro preoccupazioni e paure può, qualche volta, aiutarli a sentirsi meglio. Il processo di espressione e diffusione di questi sentimenti può essere utile per diverse ragioni:
Esprimere le paure e le preoccupazioni può qualche volta alleviare la tensione e l’ansia, Raccontare e ripercorre le loro storia può aiutare i bambini a creare un senso di ordine, coerenza o controllo su eventi che sembrano caotici, confusi e schiaccianti,
Ascoltare le storie di altri bambini può aiutarli a comprendere che non sono soli nelle loro paure e preoccupazioni.
Le interazioni tra bambini e insegnanti o tra bambini che arrivano a condividere le esperienze o i sentimenti possono costruire un senso di sicurezza e fiducia.

La Marin County Community Mental Health Services e il Santa Cruz County Mental Health propongono queste attività:

Attività per la scuola materna ed elementare:
1. Costruire giocattoli e materiali che incoraggino il gioco ..... delle esperienze dei bambini e le osservazioni durante un disastro può essere utile per integrare le esperienze. Questo potrebbe includere il fuoco, salvataggio, camion dei rifiuti, ambulanze, buldozer o blocchi da costruzione. Anche giocare con pupazzi o bambole può aiutare i bambini a mostrare le emozioni riguardo ciò che è successo. (Materne e primo ciclo delle elementari)

2. L’attività fisica può essere un buon modo per alleviare la tensione e l’ansia per i bambini come per gli adulti. Il contatto fisico durante il periodo di stress può dare loro un senso di sicurezza. Possono essere utili i giochi che includono attività fisica e contatto. Alcuni esempi sono (materne e primo ciclo delle elmentari): - girare intorno alla rosa - London Bridge - Papera, papera, oca

3. Un buon modo per avviare l’espressione, per alcuni bambini, è quello di far fare un disegno sul disastro. Potete chiedere ai bambini di disegnare qualunque cosa venga loro in mente o potete dare loro una domanda o un luogo rispetto al quale fare un disegno. Parlando del disegno, più tardi, con l’insegnante o in piccolo gruppo, permettete loro di mostrare le loro esperienze e di scoprire che gli altri condividono le loro paure (materne ed elementari).

4. “Brevi storie” sullle loro esperienze relative al disastro, scritte (per le elementari) o dettate (materne e primo ciclo delle elementari) da un adulto, possono aiutare un bambino a verbalizzare le paure così come a ricollegarsi alle precedenti associazioni positive circa gli sconvolgimenti.

5. Può essere utile anche un gruppo murale o un collage su argomenti come “cos’è successo alla vostra casa (o scuola o nelle vicinanze) o “quando è arrivata la grande tempesta” seguito da un piccolo gruppo di discussione. (materne e elementari)

6. Aiutare o incoraggiare i bambini a creare una scenetta o uno spettacolo di pupazzi su ciò che è accaduto durante il disastro. Incoraggiarli ad includere qualcosa di positivo circa le esperienze così come quegli aspetti che sono paurosi o sconcertanti (elementari)

7. Gli studenti possono disegnare, scrivere o parlare delle cose che meglio ricordano o rispondere a domande o argomenti come:
- cos’è successo dopo che si è abbattuta la tempesta?
-come avete potuto aiutare la vostra famiglia durante o dopo il disastro?
-Come avete potuto aiutare la vostra famiglia se voi eravate in un altro disastro?
-E’ successo qualcosa di buono o di positivo a causa del disastro? Avete imparato qualcosa da quello che vi è successo?

Sebbene i gruppi di discussione sono un buon mezzo per valutare le emozioni dei bambini riguardo alle loro esperienze, è importante concludere la discussione su un aspetto positivo focalizzandosi su cose che promuovono un senso di sicurezza, padronanza o prontezza. Questo potrebbe venire dagli studenti stessi e gli insegnanti possono rinforzare questi aspetti ed elaborarli.

Alcuni risultati positivi potrebbero includere:
-Sentirsi più vicini alla famiglia e agli amici
-incontrare nuovi amici o adulti premurosi
-imparare nuove abilità o acquisire un senso di responsabilità, forza o padronanza
-vedere che la gente vuole aiutare

8. Incoraggiare attività di classe in cui i bambini possono organizzare o costruire progetti (brani di libro, copia ecc.) per dare loro un senso di padronanza e un’opportunità per organizzare ciò che può essere un evento caotico e confuso (elementari).

9. Incoraggiare giochi inerenti al disastro in cui i bambini assumono dei ruoli e giungono a dei risultati che permettano loro di sviluppare sentimenti di padronanza sugli eventi (elementari).

10. Utilizzare libri da colorare ( materne e primo ciclo delle elementari) o altri libri (elementari) sui disastri per stimolare nei bambini il disegno, la scrittura o il parlare delle loro esperienze.

La Croce Rossa Americano pubblica una serie di libri da colorare progettati per l’uso da parte di bambini dai 3 ai 10 anni e un adulto o un giovane “helper” più esperto che può discutere i sentimenti dei bambini sul disastro e il processo di recupero. Ogni libro è anche disponibile in spagnolo. Di seguito vengono riportati i titoli:
After the Earthquake Coloring Book (ARC 2201)
After the Flood Coloring Book (ARC 2204)
After the Storm Coloring Book (ARC 2206)
After the Tornado Coloring Book (ARC 2205)

Altri libri che possono essere usati si trovano in una bibliografia di letteratura per bambini sui disastri. Altro materiale può essere trovato in una lista di risorse provenienti dalla Croce Rossa Americana.

Middle School/Junior High - Attività per la scuola media

Potete usare alcuni dei principi base delineati nelle proposte per i bambini più giovani con gli studenti più vecchi.
Le attività potrebbero includere:
1. Usare arte, musica o poesia per descrivere le esperienze ed esprimere i sentimenti. Gli studenti potrebbero gestire un giornale per esempio dal titolo Esprimere i sentimenti e predisporre un gioco o un video. L’insieme del lavoro degli studenti potrebbe essere pubblicato e predisposto per la classe, la scuola o la comunità.
2. Gruppi di discussione che permettano agli studenti di esprimere i loro sentimenti, di capire e di essere rassicurati che alcune delle loro reazione sono normale e non patologiche e che li aiuti ad arrivare a una comprensione di cosa il disastro significa. E’ importante porre l’attenzione sulle conseguenze positive più che su quelle negative e sulla lezione che i disastri possono insegnare.

L’apprendimento relativo ai disastri:
Le attività di classe o i progetti focalizzati sull’apprendimento relativo ai disastri e ai fenomeni naturali può fornire un modo di insegnamento e di applicazione della matematica, delle scienze e delle abilità linguistiche. Studiando le cause e le conseguenze dei disastri si possono anche aiutare gli studenti a comprendere cose che possono apparire misteriose e confuse e fornire loro un senso di controllo.
Vi suggeriamo qui dei progetti o delle attività che gli insegnanti possono incorporare all’interno dei loro piani della lezione. Vi proponiamo anche alcuni esempi di linee guida curriculari che possono essere utili nello studio dei disastri.

Suggerimenti curriculari:
Qui ci sono alcuni suggerimenti curriculari provenienti dal Marin County Community Mental Health Services e il Santa Cruz County Mental Health. Sono adattati e ristampati (?) da: Lystad, M. (Eds). (1990). Innovations in Mental Health Services to Disaster Victims (DHHS No. ADM 90- 1390). Washintgton, DC:US Governmente Printing Office.

1) Linguaggi artistici:
Gli studenti hanno scritto le loro esperienze relative al disastro. Potrebbero essere discussi argomenti e problemi che sorgno nel comunicare toni emotivi pesanti senza essere.... drammatici.

- Letteratura: Gli studenti hanno riferito di disastri naturali nella mitologia greca, nella letteratura americana e inglese, nella poesia o nelle leggende e nei miti della cultura Americana Nativa e nelle culture intorno al mondo.

- Teatro: Gli studenti hanno rappresentato alcune delle emozioni che insorgono in risposta a un disastro. Hanno realizzato una scenetta o un gioco su alcuni aspetti dell’evento. Conducono un dibattito (per esempio intorno alla questione “Le donne sono psicologicamente più preparate, rispetto agli uomini, a gestire lo stress (o viceversa)”.
-Giornalismo: Gli studenti hanno scritto delle storie che riguardano diversi aspetti del disastro. Queste potrebbero includere l’impatto sulla comunità, il processo che consegue al disastro, storie di interesse umano, l’impatto geologico ecc. Potrebbero essere discussi argomenti come un’accurata relazione degli eventi catastrofici e sensazionalistici. Le storie potrebbero essere riportate in una pubblicazione speciale degli studenti.

-Arte: Gli studenti hanno rappresentato le loro esperienze con vari mezzi artistici. Questo può essere fatto o individualmente o come un lavoro di gruppo (es. murale).

2)Psicologia
Gli studenti hanno applicato ciò che hanno imparato riguardo alle emozioni, ai comportamenti, alle reazioni di stress che hanno sentito e osservato durante il disastro. Compresa la sindrome post-traumatica da stress.
Invitare uno speaker appartenente ai professionisti del servizio mentale coinvolti nel lavoro con le vittime del disastro e agli operatori dell’emergenza. Gli studenti hanno discusso (a partire dalle loro esperienze) di cosa è stato più utile rispetto allo stress legato al disastro. Gli studenti hanno creato delle brochure educative discutendo le reazioni emotive e comportamentali relative al disastro e delle cose che sono utili nel fare fronte allo stress legato al disastro. Gli studenti hanno condotto un’indagine tra i pari e i genitori: quale era la situazione più difficile o pericolosa che si sono trovati ad affrontare? Come avete reagito e fatto fronte alla situazione?

3)Salute
Discussione sulle reazioni emotive ai disastri e sull’importanza di prendersi cura della salute emotiva e fisica di ognuno. Discussione degli effetti dell’adrenalina sul corpo durante lo stress e il pericolo. Discussione sulle implicazioni del disastro sulla salute e la sicurezza (per esempio contaminazione di acqua e cibo, la crescita di muffa, ecc.) e le precauzioni che si devono prendere. Invitare uno speaker proveniente dalla Salute Pubblica e/o dalle professioni della salute mentale. (vedi il curriculum sulla salute e sicurezza nella preparazione ai disastri, sotto).

4)Scienze
Gli argomenti potrebbero riguardare gli aspetti scientifici del disastro (condizioni climatiche, lo sviluppo di ..., l’impatto geologico, ecc.);le risposte fisiologiche allo stress e i metodi per farvi fronte; come uccelli e animali si uniscono per rispondere alle situazioni minacciose; l’impatto del disastro sull’ambiente a breve e a lungo ....

5)Matematica
Le classi hanno risolto problemi legati all’impatto del disastro e allo sforzo della ripresa. Per esempio, costruire domande intorno ai galloni della perdita d’acqua, ........., .....

6)Studi sociali
Studiare le agenzie del gorverno responsabili per l’aiuto alle vittime, come lavorano, come sono efficaci e le implicazioni politiche rispetto alll comunità. Esaminare i sistemi della comunità e come il disastro ha influito su di essi. Gli studenti hanno invitato un ufficiale locale per discutere le precauzioni rispetto al disastro, i sistemi d’allarme e le procedure di gestione dell’emergenza nella propria zona. Gli studenti hanno esplorato le polizie(?) o le leggi che riguardano i disastri inerenti alla propria zona.

7)Storia
Gli studenti hanno segnalato i disastri naturali capitati nella loro comunità o area geografica e che cosa si è imparato di utile per prepararsi a futuri disastri. Gli studenti hanno preparato delle storie orali intervistando la gente che può avere fatto esperienza in un precedente disastro.

Guide curriculari Ci sono delle guide curriculari che forniscono dei piani per delle unità didattiche sui disastri o che hanno informazioni e idee di base per delle attività. Alcuni esempi sono riportati qui sotto.
Target: categoria 6-12 Fonte: FEMA, American Geophysical Union
Un’attività base sviluppata dall’American Geophysical Union per aiutare gli insegnanti a promuovere e comprendere i processi che causano i terremoti e l’impatto di questi sulle costruzioni e le altre strutture. Fornisce agli educatori informazioni su come aiutare i loro studenti a capire come i concetti derivanti dalle scienze, dalla matematica e dagli studi sociali possano essere applicati nella riduzione dei rischi dei terremoti attraverso un progetto sismico adeguato, costruzioni, uso del terreno e gestione dell’emergenza. Il curriculum è diviso in 6 unità. Le lezioni includono un “razionale” per l’attività, domande focali, obiettivi, lista di materiali necessari e suggerimenti in più su come presentare il materiale.

Presentazione di materiale didattico

Preparazione ai disastri

Gli insegnanti potrebbero dedicare del tempo a rivedere il piano di preparazione della scuola al disastro e condurre esercitazioni con gli studenti prima dell’anno scolastico. Ci sono altre attività e progetti che l’insegnante può utilizzare.

Proposte curriculari

1. Dividere la classe in gruppi più piccoli e far sì che creino un piano d’azione per un disastro che riguardi la loro casa, la scuola o la comunità. Le domande potrebbero essere: Cosa farebbero? Che cosa prenderebbero se fossero stati evacuati? Che tipo di viveri di emergenza dovrebbero avere? In che modo dovrebbe prepararsi la famiglia? Come potrebbero fare per contattare i genitori se loro si trovano a scuola? In che modo potrebbero aiutare la loro famiglia? I piccoli gruppi potrebbero, in un secondo tempo, condividere in una discussione con l’intera classe i loro piani d’azione.

2. Invitare degli esperti per esaminare questi piani e sentire che cosa potrebbero consigliare.

3. Invitare a partecipare i membri della famiglia e lo sponsor di “Family Protection Plan Meeting”. Per esempio, la Croce Rossa Americana e alcune agenzie per la gestione dello stato d’emergenza possono fornire un educatore che può parlare agli insegnanti, genitori, studenti di come sviluppare un Piano di Protezione per la Famiglia. Questo programma includerà una discussione del perchè è importante un piano, come si crea e si effettua un piano e quali tipi di viveri la famiglia dovrebbe avere in caso di emergenza.

Progetti di servizio
Il fatto di aiutare gli altri o di contribuire al recupero dal disastro o a un lavoro di preparazione può essere un buon modo per aiutare a superare sentimenti di impotenza o di frustrazione che sono comuni tra le vittime di un disastro. In base all’età che hanno, gli studenti possono fare una varietà di cose per aiutare attivamente la loro famiglia, scuola e comunità. Per esempio, gli insegnanti potrebbero:
1. Condurre una discussione in classe o sostenere un progetto di classe su come gli studenti potrebbero contribuire alla ripresa della comunità o alla fatica della preparazione. E’ importante aiutarli a sviluppare dei modi concreti e realistici in modo che siano di aiuto. In base all’età, nell’organizzare lo sforzo, tentare il più possibile (o per quanto è possibile?) di lasciare uscire fuori le loro idee e/o il lavoro così sia il “loro” progetto. Per esempio, i bambini di 8 anni della Austin Middle School (Texas) sorvegliavano gli abitanti che ............ Avevano progettato uno speciale che i residenti avrebbero potuto mettere nelle loro finestre se avessero avuto bisogno di assistenza per evacuare.
2. Gli studenti potrebbero anche mettere in piedi alcuni tipi di servizi rivolti ai bambini più giovani della loro scuola o nell’area delle attrezzature dell’... Per esempio potrebbero creare giochi con pupazzi sui temi di come far fronte ai disastri.
3. Infine, gli studenti possono organizzare progetti di sostegno agli studenti o comunità in alre aree che potrebbero essere state colpite dal disastro. Per esempio, utilizzando ciò che hanno imparato dalla loro esperienza personale relativa al fatto di essere stati aiutati, gli studenti possono riuscire a capire le modalità attraverso le quali l’aiuto, rivolto ad altri della loro età, potrebbe essere migliore.

Ulteriori risorse
Un’ulteriore informazione in questo insieme di risorse include:
- Linee guida più dettagliate ed esempi di attività per aiutare i bambini a condividere le esperienze e ad esprimere i sentimenti di paura e preoccupazione dopo un disastro.
-Una bibliografia di libri per bambini sui disastri naturali che può essere utilizzata per stimolare discussioni che aiutino i bambini ad affrontare i propri sentimenti conseguenti a un disastro.
-Bibliografia, attività e links provenienti da GNN Education Center.
Un elenco di ulteriori risorse proveniente dalla FEMA e dalla Croce Rossa Americana.

Risorse sui disastri on the web
La Illinois Cooperative Extension Service ha un sito di Risorse sui disastri. Questo sito è stato preparato per consentire l’ accesso alle informazioni su come prepararsi ai disastri e alla ripresa. L’informazione è disponibile da visualizzare e scaricare, ci sono links con varie agenzie di stato e federali, istituzioni educative, organizzazioni di recupero e una rete di informazioni coinvolta nel lavoro relativo ai disastri. Disaster Resources http://www.ag.uiuc.edu/ disaster/disaster.html

Rassegna
Questa sezione è stata adattata e ripresa da Federal Emergency Management Agency (FEMA). Come aiutare i bambini dopo un disastro: una guida per gli insengnanti. FEMA 219/Novembre 1991. L’originale era stato creato da un gruppo di educatori e di professionisti della salute mentale nell’area infantile dall’Alameda County, California. Ulteriore materiale è stato aggiunto da Lynne Borden e Aaron T. Ebata, Cooperative Extension Service, University of Illinois at Urbana-Champaign.

Il processo di diffusione
Alcuni bambini, dopo l’esperienza di un disastro, potrebbero manifestare una varietà di sintomi di sofferenza o problemi. Gli insegnanti possono aiutare questi bambini assistendoli nell’espressione delle loro esperienze e sentimenti. Questo è chiamato DEFUSING.
DEFUSING è un processo interattivo di sostegno, personalizzato ... tra individui all’interno di un piccolo o grande gruppo. L’insegnante fornisce chiarezza e la completa espressione dell’evento/esperienza. Questo può essere emozionante. Può aiutare i bambini a sviluppare abilità di fronteggiamento e di ripresa. Perchè incoraggiare l’espressione?
L’espressione spesso solleva dalla tensione, paura e ansia L’espressione può aiutare i bambini a “creare una storia” o “creare un significato” a partire da un evento e potrebbe dare loro un senso di coerenza e di controllo sulla loro vita o gli eventi della loro vita
L’espressione permette ai bambini di fare conoscere i loro bisogni agli altri
Il processo di defusing è più efficace quando vi focalizzate sugli eventi disastrosi in questa sequenza:
1. eventi generali
2. esperienze specifiche all’evento
3. esperienze personali

ESEMPIO:
Se l’evento è un terremoto, potete fare nel modo seguente:
1. Generale: parlare/disegnare/scrivere sul disastro in generale: “Il terremoto è successo quando...”, l’alluvione è successa quando...” ecc.
2. Specifico rispetto all’evento: parlare/disegnare/scrivere sul disastro locale di cui avete fatto appena esperienza
3. Personale: Parlare/disegnare/scrivere dell’esperienza personale di ognuno nel disastro
NOTE: questo processo deve essere concluso in un momento calmo e di riflessione. Ricorda! Puoi utilizzare questo per ogni tipo di disastro.

Metodi e tecniche
Nell’utilizzo dell’Approccio dal Generale allo Specifico potrebbero essere più utili alcuni metodi e attività. Vendono suggerite tre metodi/tecniche da utilizzare in classe per aiutare i bambini a distendersi dopo un disastro:
1. IL METODO DELLA PAROLA
2. IL METODO DEL DISEGNO
3. IL METODO DELLO SCRIVERE

Domande e temi
Ci sono alcune domande principali e temi proposti che potete utilizzare per aiutare i bamibni ad esprimersi attraverso il metodo della parola, del disegno e dello scrivere: Che cosa fareste di diverso se accadesse ancora? Come hai aiutato gli altri? Come li aiuteresti la prossima volta? Come insegnante potreste pensare di porre ulteriori domande centrali ai bambini. Assicuratevi che le vostre domande siano APERTE-FINITE in modo che essi non possano rispondere soltanto con un “sì” o con un “no”. Le domande aperte-finite facilitano l’espressione verbale. La maggior parte di queste domande potrebbe essere utlie in ogni momento dopo un disastro/evento, dal giorno seguente a uno o più anni dopo. Ricorda di usare le precedenti domande come base per le attività che seguono.
Di seguito ci sono alcune domande/temi che possono essere utilizzate sia con il metodo della parola che del disegno e della scrittura:
-Dove eri quando (il disastro/l’evento) è successo?
-Cosa stavi facendo?
-Dove erano i tuoi amici?
-Dove era la tua famiglia?
-Qual è il primo pensiero che ti è venuto in mente?
-Che cosa stavi pensando durante il disastro?
-Che cosa hai visto?
-Che cos’è cambiato? (incluso lo stile di vita/le condizioni di vita!)
-Che cosa hai sentito?
-Quale suono ha provocato?
-Che odore hai sentito?
-Che cosa hai fatto dopo?
-Che cosa hai “perso” (smarrito o rotto, distrutto ecc.)
-Come ti sei sentito?
-Le altre persone intorno a te che cosa facevano (durante e dopo)?
-Che cosa è successo agli animali intorno a te (anche cuccioli)? Che cosa hai fatto di diverso dal disastro/evento in poi?
-Come ti senti ora?
-Che cosa ti fa sentire meglio?

Il metodo della parola
Materiali: “Alessandro e il giorno terribile, orribile, non buono, molto cattivo” di Judith Viorst Procedura

1. Per prima cosa introdurre il parlare come un modo per: esprimere pensieri e idee lasciare che le persone conoscano i sentimenti Si dovrebbe presentare ai bambini il parlare come un’opportunità per l’espressione e non come un’attività richiesta!

2. Spiegare che tutti noi abbiamo dei giorni negativi. Chiedere agli studenti se hanno avuto mai un giorno negativo.

3. Leggere ad alta voce agli studenti la storia, poi discutere utilizzando le seguenti domande:
-Perchè la giornata di Alessandro era molto negativa?
-Cosa avrebbe potuto fare Alessandro per cambiare questa giornata?
-Avete mai avuto una giornata così negativa?
-Come vi siete sentiti in questa giornata molto negativa? -
Qual è la giornata peggiore che potete ricordare?
-Potete dire come vi siete sentiti quel girno?
-Pensate che le altre persone abbiano delle giornate negative?
-Gli adulti hanno giornate negative?
-Perchè Alessandro vuole spostarsi dall’Australia?
-Hai mai pensato di volertene andare via?
-Come ti sei sentito quando hai pensato di andartene?
Non ci sono risposte giuste o sbagliate a queste domande. Aiutate gli studenti a notare che ognuno ha delle giornate negative e alcune giornate sono più difficili.
Ricorda di utilizzare le precedenti domande per aiutare condurre le attività: UNA DOMANDA PUÒ DIVENTARE UN TEMA DI DISCUSSIONE.

Ulteriori attività Un bambino racconta una storia - .. Dei pupazzi “raccontano” o “vivono” una storia
Conducete una discussione aperta - usando le precedenti domande: cercate dei volontari per iniziare con .. parlare “dal generale allo specifico”.
Usate foto, disegni ecc. per facilitare la discussione Create una scenetta, un gioco o fate un role-playing correlato al disastro. (Fornite “vestiti da festa” abiti se disponibilil, incluse uniformi, se possibile, per rappresentare gli operatori dell’emergenza che hanno visto durante il disastro, ecc.)
Fate “mostra e parla” relativo al disastro Informate/educate i bambini sull’evento in modo da renderlo meno minaccioso per parlare/agire... Rendetelo familiare
Potete utilizzare altri materiali che possano facilitare la discussione:
-articoli di rivista
-articoli di giornale
-libri illustrati (Cowardly Clyde, di Bill Peet, Oh, the Places You’ll Go, di Dr. Seuss)
-novelle (Little House on the Prairei, di Laura Ingles Wilder, The Cay di Theodore Taylor)
Altri libri che possono essere utilizzati sono elencati nella bibliografia di letteratura per bambini sui disastri naturali
Ricordatevi di mantenere un ruolo di facilitatore/di guida e non in un ruolo di “controllo” della discussione/storie, ecc.
Rassicurate i bambini attraverso il riconoscimento verbale e la “normalizzazione” delle esperienze.

Il metodo del disegno

- Materiali : Gessi, matite o pastelli a olio e due o quattro fogli di carta per studenti 19” x 24”.
-Procedura
-INTRODUZIONE: Introdurre il disegno come: un altro modo di “parlare” (ma silenzioso) significati dell’espressione (indicare che alcune persone si esprimono attraverso la parola, alcune attraverso la canzone, alcune attraverso la danza... alcune attraverso il disegno!) Il disegno dovrebbe essere presentato ai bambini come un’opportunità per l’espressione, non come un’attività richiesta!
Spiegare come noi cominciamo la nostra prima arte - le nostre prime macchie,scarabocchi, graffiti e pitture nelle caverne. Gli studenti sono incoraggiati a pensare in termini di “riscaldamento” all’arte con questi esercizi.

WARM-UP (RISCALDAMENTO) (10 minuti)
Scarabocchi
Agli studenti viene chiesto di ricordare le prime esperienze di scarabocchi; cosa e dove scarabocchiavano. Queste storie sono condivise nel gruppo grande con enfasi sullo humor e un richiamo al fatto che, a dispetto dei risultati, le loro intenzioni erano buone e innocenti.
Esercizio: (3 minuti) Lasciate che gli studenti scarabocchino su un foglio di carta. Sono incoraggiati a tentare con ogni mano. Tutto questo viene condiviso ponendo l’enfasi nel mostrare come ogni studente ha un differente stile.

Linee
Viene spiegata la progressione verso le linee, per esempio le linee sono scarabocchi con un inizio e una fine. Queste richiedono un maggior controllo degli scarabocchi.
Esercizio: (circa 30 secondi per linea)
1. Scegli un colore che non ...
2. Poi scegli un colore che
3. Disegna una linea che ha paura
4. Disegna una linea che vuole aiutare le altre linee.

Gli studenti possono continuare a scegliere colori per differenti linee, come una linea che: ha ...., che il singhiozzo, che è arrabbiata, che ha paura, che è spaventata, che ha avuto una brutta giornata, che non si sente bene, che si sente bene, che vuole aiutare le altre linee, che ha compassione, che ama tutte le altre linee.
Gli studenti hanno condiviso le loro differenti linee indicando le linee. (Se il tempo lo pemette gli studenti possono indicare le linee o condividerle verbalmente).

Forme
La spiegazione dello sviluppo della linea in una forma in cui l’inizio e la fine si incontrano. Questo offre più possibilità di pensare e di dare significato e può raccontare una storia o iniziare un’immagine.
Esercizio: (circa 1 minuto per forma) Gli studenti hanno disegnato 4 forma - colorandole ognuna.
1. Una forma che non c’è mai stata in un disastro
2. Una forma che c’è stata in un disastro

-VISUALIZZAZIONE (5 minuti)
Agli studenti viene chiesto di mettersi comodi, di chiudere gli occhi, rilassarsi, porre attenzione al loro respiro e stare molto tranquilli. In questo stato di calma l’istruttore dice “cosa arriva nelle vostre mente quando dico disastro?” Agli studenti viene chiesto di restare calmi.

-Disegnare il disastro (15 monuti) Un breve commento su come noi abitualmente parliamo del disastro, ma questa volta noi lo disegneremo e mentre lo disegnamo non parleremo. Ad ogni studenti viene chiesto, alla fine del foglio, di disegnare che cosa ricorda del disastro o che cosa arriva nella sua mente. Dopo pochi minuti viene loro ricordato di includere loro stessi nel disegno, se ciò sembra appropriato.

Pros (1 ora) Gli studenti si incontrano in gruppo e discutono i loro disegni. Vengono poste delle domande per chiarire i disegni. Successivamente, ai bambini viene chiesto di condividere i loro quadri. “Prendete pochi minuti per raccontare del vostro quadro sul disastro”, “Parlami del tuo disegno”.
Qui ci sono alcuni punti da ricordare:
-Cercate di mantenere questo aderente ai fatti. I contenuti delle risposte e/o le domande specifiche sono più utili nell’incoraggiare i bambini a raccontare le loro storie.
-Fate delle domande specifiche ai bambini che hanno difficoltà a parlare. “Che cosa succede qui?”, “Com’è che questa figura ...”
-Potreste poi fare delle domande esplorative basate sui contenuti, incoraggiandoli a parlare di loro stessi. “Sei con i tuoi amici, Michael”, “C’era qualcun altro con te o
-Non fate domande con perchè, ma fate domande con cosa o dove. Es. No “Perchè non ci sei nel disegno”, meglio dire “Dove sei nel disegno?”
-Evitate giudizi sui disegni o sulle situazioni
-Aiutate a porre limiti per i bambini che parlano molto, riconoscendo che hanno bisogno di parlare e facendo loro sapere che vi incontrerete con loro più tardi.
E’ probabile che i bambini facciano un disegno su ciò che pensano piuttosto che sul disastro.

Ulteriori attività
Disegnare/scrivere un libro insieme
Illustrare i giornali con delle figure
Fare un disegno collettivo - un murale -
- i murali raccontano delle “storie collettive”
- i murali creano e sostengono il lavoro di gruppo
- fanno sentire più sicuri i bambini che si oppongono all’arte individuale
- assegnate al murale un “posto d’onore” nella classe
- permettete ai bambini di raccontare all’insegnante cosa disegna
- fate in modo che sia vederlo ogni giorno, aggiungere cose
- riempirlo di una base in corso
- “celebrarlo”: usarlo per dimostrare ....., facilitare la discussione su di esso, ecc.
- prendere foto/lucidi di esso se/quando è finito

Grafici al computer
Disegnare aspetti dell’evento (persone, posti, attività, ecc.)
- suggerite molte opzioni, non specifiche,e.g.
- piuttosto che dire “disegna un pompiere che aiuta qualcuno”, dite, “disegna una persona che hai visto mentre faceva qualcosa di utile dopo il disastro”

Create un COLLAGE (una combinazione di materiali)
- usando domande importanti tipo “dove eravate quando è successo il disastro?”
- i bambini tagliano e incollano foto, figure di riviste, articoli, pezzi di stoffa, ecc., intorno al tema centrale
- possono anche desiderare disegnare direttamente lì dentro
- i collages rappresentano la forma di “disegno”“più rassicurante” perché il bambino utilizza simboli di altri
- dite ai bambini che possono disegnare quello che non trovano nelle riviste, ecc.
Quando introducete un disegno di qualsiasi tipo ricordatevi di dire chiaramente che l’obiettivo non è fare “un bel quadro” ma piuttosto un quadro espressivo! Potete anche vedere altri quadri (disegni, pitture) e parlare di cosa comunicano. Incoraggiare diversi sguardi. Permettete un’ampia gamma di espressione: alcuni ragazzi disegnano “cose” riconoscibili, altri disegnano cose “astratte”. Rispettate tutte le varietà Sottolineate ai bambini che il loro lavoro non sarà giudicato, valutato o necessariamente mostrato ad altri. Non esibite il lavoro se il bambino non vuole farlo vedere ad altri. Rassicurarli che non c’è un “MODO GIUSTO” di disegnare. Permettete di usare diversi mezzi (pastelli, matite colorate, matite,gessi, ecc.)

Conclusioni sulle attività di disegno
Un elemento chiave nel metodo del disegno è la discussione delle attività, dopo. La discussione può aiutare a portare una CHIUSURA all’esperienza; un passo importante nel processo di espressione dei sentimenti. Permettete, a chi lo desidera, di parlare dei loro disegni Gli altri “chiuderanno” ascoltando gli altri. In questo processo usate domande aperte/finite

Il metodo della scrittura
Materiali: Fogli, penne, matite, gessi, matite colorate e pennarelli.

Procedura
INTRODUZIONE
Introducete la scrittura come: un altro modo di “parlare” un modo per esprimere pensieri e sentimenti
La scrittura dovrebbe essere presentata ai bambini come un’opzione per l’espressione, non come un’attività richiesta! Il metodo della scrittura è un altro modo per permettere agli studenti di dar voce ai loro pensieri e sentimenti.
I pensieri e i sentimenti espressi negli scritti degli studenti possono essere molto personali. Gli studenti possono desiderare condividere il loro lavoro con gli altri, ma altri studenti possono essere a disagio a condividere il loro lavoro. Gli studenti non devono essere forzati a condividere il loro lavoro.

Attività
Gli studenti hanno scelto il foglio e gli strumenti per scrivere.
Cominciare spiegando che i pensieri e i sentimenti sono molto importanti e possono essere espressi attraverso la scrittura. Gli studenti hanno bisogno di essere rassicurati sul fatto di poter esprimere i pensieri e i sentimenti senza paura di essere criticati. Spiegare che quando hanno completato il loro scritto possono scegliere se condividerlo con il gruppo o no.

Iniziare facendo fare pratica con una breve attività di “scrittura libera” per aiutare gli studenti a iniziare a scrivere. A ognuno viene data l’istruzione di scrivere continuamente e non mettere giù la penna per 5 minuti. Non c’è un argomento per questo esercizio di scrittura; le istruzioni sono di scrivere qualsiasi cosa pensano.



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-Linee Guida predisposte dall’Associazione Psicologi per i popoli
La paura della guerra e del terrorismo
Cosa possono fare i genitori per i loro figli



Linea guida n. 1

Premessa

Gli avvenimenti dell’ 11 settembre e le prospettive di subire attacchi terroristici stanno suscitando importanti reazioni emotive in ogni persona. Lo scenario in questi mesi ci indica che dovremmo confrontarci continuamente con questi stati di ansia e con queste paure. Tali paure coinvolgono tutta la popolazione, senza distinzione di età. I bambini e gli adolescenti sono particolarmente esposti a queste reazioni. Il bisogno di rassicurazione e di conforto si riversa sugli adulti, ma essi stessi si trovano a loro volta disorientati per la presenza di eventi inediti, di cui non conoscono i confini e le conseguenze. In questa situazione di disagio diffuso appare utile fornire alcune indicazioni di comportamento da tenere con i bambini e con gli adolescenti. Si tratta di indicazioni di scenario, consapevoli, che l’adulto saprà tradurle nello specifico delle situazione in cui si trova.

Suggerimenti

Vigilare e controllare quello che i figli vedono in televisione. Alcuni genitori possono desiderare di limitare l’esposizione del loro figlio alle scene più vive e preoccupanti. Nella misura in cui questo è possibile, è consigliabile guardare i notiziari televisivi con i figli. Questo è il momento in cui possono sorgere domande e manifestarsi le loro preoccupazioni.
Incoraggiare i bambini a parlare e a fare domande su quanto sta accadendo e su quello che hanno visto in televisione o sentito da amici o a scuola, pur senza forzare la discussione sui dettagli degli episodi più drammatici.
Fornire risposte che tengano conto della possibilità del bambino di capire quello che si sta dicendo. In particolare vi sono delle parole (come guerra, terrorismo, attacco biologico, ecc.) che possono riecheggiare nei bambini scenari e preoccupazioni ben diverse dalle nostre.
Non avere timore di ammettere di non poter rispondere a tutte le loro domande. Si tratta di un atteggiamento realistico e maturo che verrà compreso anche dai bambini.
Permettere ai bambini di esprimere e di discutere anche di altre paure e preoccupazioni riguardo argomenti che possono apparire anche lontanamente correlati a quello che sta avvenendo. Spesso il disagio si manifesta in modo “nascosto” e non immediatamente diretto.
Aiutare a capire che le emozioni di per se non sono né buone, né cattive e che è normale provare un’ampia gamma di emozioni. Ad esempio è assolutamente normale sentirsi turbati di fronte ad avvenimenti tragici e inquietanti, provare rabbia e molta paura.
Incoraggiare l’espressione di queste emozioni permettendo al bambino d’ essere triste e di piangere. Non aspettarsi o chiedergli un comportamento forte e coraggioso, piuttosto confortarlo per fargli sentire la vicinanza dell’adulto.
Non essere critici se si manifestano comportamenti regressivi. Quando si è fortemente preoccupati è normale regredire ai comportamenti tipici dei bambini più piccoli.
Cercare di non accentuare l’attenzione sulla ricerca dei colpevoli degli eventi. Questa è una strategia estremamente rassicurante, ma potrebbe spingere il bambino a sentirsi anche lui responsabile di quanto sta accadendo.
Aiutarli ad individuare le cose buone, pur presenti anche nelle situazioni più drammatiche: atti eroici, assistenza offerta, solidarietà manifestate, famiglie che si sono riunite.



-La paura della guerra e del terrorismo
Come affrontare la paura del terrorismo

Linea Guida n.2


Premessa

In questo momento tutti sentono di vivere un momento stressante e minaccioso. Anche se nessuna delle persone che lei conosce è stato colpito da un attacco terroristico, la stessa idea che ciò possa accadere è difficile da accettare. Dopo l’11 settembre molte fonti di stress stanno mettendo a dura prova il suo bisogno di sicurezza e quello della sua famiglia: di questo lei può essere impensierito, in modo particolare per i suoi figli. In questa situazione può sentire il futuro come incerto, può essere preoccupato che le cose non torneranno più “normali”.

Quello che le persone stanno vivendo è un momento particolare da un punto di vista emotivo e, se la situazione dovesse arrivare a presentare sfide ancora più grandi alle proprie capacità di adattamento, potrebbero sorgere delle reazioni cognitive, emotive, comportamentali e psicofisiche di un certo rilievo.

Tali reazioni psicologiche sono comuni, ma ogni persona risponde in maniera unica agli eventi traumatici. Alcune persone rispondono in momenti temporali diversi: alcuni li vivono immediatamente, altri anche alcune settimane dopo.
Queste reazioni non sono segno di debolezza, ma un modo di difendersi dai pericoli. Non bisogna in questo momento aver paura delle proprie paure, ma cercare di convivere con esse.
Qui sotto abbiamo indicato alcune reazioni comuni della persone che fanno esperienza di un evento traumatico. Sebbene questi pensieri, sentimenti, comportamenti e reazioni psicofisiche possano essere piuttosto sconvolgenti, e importante ricordare che sono reazioni comuni ad una situazione straordinaria e stressante. Non sono le reazioni ad essere patologiche, ma sono gli eventi di questi giorni ad esserlo.
- Difficolta di concentrazione o nel ricordare, inclusa la difficolta di concentrarsi nel proprio lavoro o a scuola.
- Sentimenti di paura o ansia quando sentite parlare di guerra, terrorismo, attacchi biologici, ecc.
-Scoppi di rabbia o di intensa irritabilita.
- Sentimenti di vuoto o di perdita di speranza per il futuro.
- Essere iperprotettivi nei confronti della propria sicurezza e di quella della propria famiglia.
- Isolamento dagli altri.
- Avere problemi ad alzarsi dal letto o nell¡¦addormentarsi.
- Tenersi eccessivamente impegnati per evitare di pensare alla situazione attuale.
- Disturbi di stomaco, nausea.
- Aumento del battito cardiaco.
- Aumento della pressione sanguigna.

Come gestire lo stress
- La situazione attuale potrebbe durare a lungo, cosi come a lungo potrebbero durare questi ed altri segni di disagio personale. La cosa piu importante e che ne parliate con gli altri: i familiari, i vicini, gli amici, i colleghi.
- Mantenete uno stile di vita regolare, vi aiutera a sentire che comunque la vostra vita mantiene un senso di organizzazione e di ordine.
- I momenti difficili possono indurre la persone a bere alcol, a fumare o a fare uso di droghe. L¡¦alcol, il fumo e le droghe non vi aiuteranno, anzi potrebbero crearvi altri problemi di salute.
- Le pratiche salutari come il mangiare bene e il dormire un po¡¦ piu del solito sono particolarmente importanti in un periodo di molto stress.
- Siate tolleranti con voi stessi e con gli altri se le emozioni sono ¡ piu vicine alla superficie¡¨ e talora ne perdete il controllo. Ma attenzione a non fare diventare lo stress un pretesto per abusare degli altri, soprattutto in famiglia.
- Fate in modo di non vivere isolati: continuate a frequentare amici e parenti, partecipate alle iniziative della citta e ai riti della parrocchia.

Quando cercare sostegno da un professionista
Riportiamo alcune linee guida che possono essere utili per decidere quando sia il momento di richiedere una assistenza psicologica da un professionista:
- Quando le reazioni di cui abbiamo parlato sopra rendono difficile funzionare sul lavoro o nella vita privata.
- Quando la preoccupazione occupa ogni attivita quotidiana.
- Quando la mente non riesce a liberarsi dai pensieri intrusivi.
- Quando le reazioni personali durano piu di 6 o 8 settimane.



-La paura della guerra e del terrorismo
Cosa possono fare gli insegnanti a scuola

Linea Guida n.3


Gli avvenimenti dell’ 11 settembre e le prospettive di attacchi terroristici e di una guerra stanno suscitando importanti reazioni emotive in ogni persona. In questa situazione di disagio diffuso appare utile fornire agli insegnanti alcune indicazioni sugli atteggiamenti da tenere in classe e sulle attività che si possono svolgere al fine di aiutare i bambini ed i ragazzi a fronteggiare le difficoltà di questo momento. Se è vero che i bambini fino agli undici anni hanno maggiore probabilità di sviluppare sintomi psicologici all’esposizione di eventi traumatizzanti, è anche vero che riescono meglio di altri a far fronte a questi eventi se gli insegnanti, assieme ai genitori, li sostengono e li aiutano a gestire queste esperienze. L’esposizione dei bambini italiani non è certamente paragonabile a quella dei bambini americani, anche se i mass media hanno abbreviato le distanze dalla visione terrificante, non priva di un fascino spettacolare, dei tragici avvenimenti degli Stati Uniti. Esposizione tanto più rischiosa se i bambini hanno assistito da soli, per un tempo prolungato alle immagini televisive e se i genitori non hanno commentato l’accaduto e le notizie successive.

I suggerimenti che qui vengono offerti sono naturalmente indicazioni di scenario, che l’insegnante saprà tradurre nello specifico delle situazioni in cui si trova e dell’età degli alunni. Questi suggerimenti, molti dei quali confermati dalla letteratura internazionale, possono tuttavia rappresentare uno stimolo perché anche nel nostro paese attecchisca una cultura della prevenzione per le ricorrenti calamità, che non si limiti solo all’obiettivo di salvaguardia fisica delle persone e delle cose, ma anche delle ferite (“trauma” in greco) psicologiche.

Suggerimenti
- Saper cogliere e comprendere le paure, le ansie e le sofferenze degli alunni. Non possono sfuggire all'occhio attento degli insegnanti i cambiamenti repentini nei bambini: difficolta di attenzione, apatia, irritabilita, malesseri psicofisici, ecc. E' importante riconoscere che queste possono essere reazioni normali agli avvenimenti anormali di questi tempi
- Incoraggiare gli alunni a condividere le esperienze e ad esprimere i sentimenti di paura e di preoccupazione, senza dare dei giudizi, ma semmai aiutandoli a riconoscere le emozioni interiori usando le parole giuste per definirle. Si possono usare varie attivita per promuovere l¡¦espressione verbale e non verbale, compreso il disegno, il gioco, le storie ecc.
- Condurre progetti di studio o unita multi disciplinari focalizzate sull'analisi della situazione che si sta vivendo, rapportate all¡¦eta degli alunni. Gli studenti possono imparare e applicare la matematica, le scienze, la storia e le abilita linguistiche nell¡¦esplorare le cause della condizione attuale, le sue conseguenze e suoi precedenti storici, ecc.
- Introdurre unita di lavoro durante le quali preparare gli alunni agli aspetti della sicurezza e della salute implicate in questa situazione di diffusa sensazione di pericolo. Il tutto per dare loro un senso di consapevolezza, sicurezza e controllo nel divenire capaci di gestire lo stato delle cose.
- Incoraggiare progetti che favoriscono, ai diversi livelli, un¡¦opportunita che gli alunni possano contribuire alla sicurezza della loro scuola, della loro famiglia e della comunita.
- Promuovere iniziative per rafforzare i sentimenti di amicizia e di sostegno, mediante attivita di gruppo, come ad esempio la scrittura di lettere e la preparazione di doni per i bambini dei paesi sconvolti dal terrorismo e dalla guerra.
- Prestare attenzione a non alimentare gli stereotipi su popoli e paesi. I bambini possono generalizzare facilmente le affermazioni negative e sviluppare pregiudizi.

Cogliere eventuali segni di grave traumatismo per segnalarlo ai genitori e loro tramite ai professionisti dell'assistenza psicologica.




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Psicologi per i Popoli - Federazione

Lezioni apprese e raccomandazioni in ambito di psicologia dell'emergenza

Linee di indirizzo


L'esperienza sul campo degli psicologi dell'emergenza, condivisa dalle Associazioni Regionali di Psicologi per i Popoli, lo studio di teorie e modelli in ambito di formazione nei master universitari, il confronto con professionisti di altre nazioni, hanno avviato una riflessione che si è tradotta in bilancio e proposta.

In una relazione condivisa con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile che i nostri colleghi L. Ranzato ed E. Venturella hanno presentato a Carcassonne (Francia) all' Atelier Européen sur le Suivi Psychosocial des Victimes et des Familles de Victimes en cas d'accidents majeurs (1-3 aprile 2003) e confrontato con altre delegazioni di psicologi europei, vengono esplicitate in otto punti le linee di indirizzo per l'intervento in emergenza ai quali devono ispirarsi gli psicologi delle nostre associazioni. Si tratta di un percorso avviato ma non concluso, aperto a sempre nuovi approfondimenti e teorizzazioni.

1. La sofferenza non è una malattia
LEZIONI APPRESE
: le sofferenze, le paure, le emozioni, i comportamenti dei sopravissuti alle catastrofi non sono malattie da curare ma reazioni necessarie per ritrovare un nuovo equilibrio. L'epidemiologia del PTSD è stata enfatizzata e indebitamente generalizzata a tutti gli eventi stressanti, senza le necessarie distinzioni.
RACCOMANDAZIONI: da un modello prevalentemente centrato sui disturbi posttraumatici si deve passare ad un modello prevalentemente centrato sulle potenzialità adattative ed evolutive sia degli individui che dei gruppi, che della comunità.

2. Il lutto deve fare il suo percorso
LEZIONI APPRESE:
il lutto per la perdita delle persone care, dell'abitazione, delle proprie cose, delle strutture-simboliche del proprio paese, deve avere un suo tempo psicologico per essere elaborato.Tale tempo non può essere abbreviato strumentalmente con tecniche psicologiche aggressive e suggestive, o con farmaci, ma accompagnato fino alla sua completa elaborazione attraverso la partecipazione del vicinato e della comunità secondo riti e tradizioni culturali proprie e la possibilità di ritrovare nei gruppi organizzati un sostegno psicologico di base e specialistico.
RACCOMANDAZIONI: favorire il recupero immediato delle modalità più consone alle tradizioni religiose e culturali del luogo per celebrare i riti del lutto, favorendo successivamente l'attivazione di gruppi di automutuo aiuto e di elaborazione psicologica anche con esperti della psiche.

3. Un po' di pudore da parte dei mass media
LEZIONI APPRESE:
il ruolo dei mass media appare fondamentale in tutte le fasi di una catastrofe sia per le funzioni di informazione alla popolazione colpita che per la mobilitazione della rete di solidarietà. Gli aspetti critici sono collegabili ad un eccesso di intrusione che crea disturbo ai sopravissuti nelle fasi di sbigottimento e del dolore, ad un eccesso di spettacolarizzazione che può generalizzare le reazioni di stress anche al di fuori e lontano dal luogo della catastrofe, ad un incongrua spinta data al protagonismo dei soccorritori, ad una esposizione delle reazioni psichiche delle persone che può riaprire le ferite interne più profonde
RACCOMANDAZIONI: orientare il mondo dei mass media ad una collaborazione con la Protezione Civile per le fasi di prevenzione e di informazione nelle situazioni di rischio e di intervento. Favorire la costruzione di un "codice di comportamento" in caso di catastrofe per gli operatori dell'informazione.

4. Riattivare l'iniziativa della comunità colpita
LEZIONI APPRESE:
dopo la catastrofe appare fondamentale al riequilibrio psicologico delle persone, riattivare la ripresa della attività routinarie della comunità, come la scuola, i servizi sociali, le attività commerciali. A tale scopo vanno sostenuti psicologicamente e accompagnati con le risorse i leader formali della comunità, come le autorità, gli insegnanti, il personale sanitario e sociale e i leader informali delle associazioni e gruppi. Le reazioni delle persone significative influenzano fortemente le capacita dei bambini, delle famiglie, della comunità nel ristabilirsi.
RACCOMANDAZIONI: le iniziative per la ripresa della vita della comunità devono essere discusse e condivise fin dall'inizio con i leader della comunità e il coinvolgimento dei leader informali, dando significato anche psicologico alle attività che si devono intraprendere a favore non solo degli individui maggiormente colpiti, ma anche dell'intera comunità.

5. Valorizzare le risorse delle persone di ogni età
LEZIONI APPRESE:
i cambiamenti di luogo, di tempo, di ritmo e di modo di vita che seguono le catastrofi, permettono alle persone di ritrovarsi per molto più tempo sia all'interno della famiglia che del vicinato. Ciò può sollecitare in maniera efficace la rappresentazione e l'attivazione del ciclo vitale dalla infanzia alla vecchiaia, con reciproci scambi di aiuto, di solidarietà fra le diverse età della vita e anche con l'affiorare di qualche sopito conflitto.
RACCOMANDAZIONI: la vita comunitaria in stato di emergenza va gestita con sensibilità e professionalità, permettendo ai genitori di stare con i bimbi ma anche da soli, agli adolescenti di essere protagonisti nell'aiuto agli altri, gli anziani di sorreggere e di essere sorretti. La gestione di un accampamento richiede una preparazione organizzativa ma anche psicologica da parte dei responsabili e degli operatori di soccorso che condividono la situazione d'emergenza.

6. Il soccorritore deve prendersi cura di se stesso
LEZIONI APPRESE
: il coinvolgimento emotivo, le lunghe ore di lavoro, la fatica, le delusioni, le incomprensioni, i contrattempi organizzativi e le competizioni, possono stressare il soccorritore, riducendone l'efficacia dell'intervento, la motivazione, l'equilibrio relazionale e personale.
RACCOMANDAZIONI: oltre alle normali attenzioni regolate dalle istituzioni di riferimento (formazione, turni di riposo, alimentazione ecc) sono utili anche i debriefing psicologici con esperti del settore.

7. L'intervento psicologico indiretto e integrato
LEZIONI APPRESE:
il lavoro di soccorso (salvare la vita, proteggere, accudire, medicare, alimentare ecc. ) implica di per sè l'esercizio di un sostegno psicologico indiretto perché contribuisce a dare sicurezza e fiducia alle persone in pericolo e perché crea relazioni che alimentano il coraggio e la speranza di riuscire. Tale sostegno si integra agli interventi e alle attività di tutta la macchina dei soccorsi ed è decisivo per favorire la ripresa delle potenzialità adattative.
RACCOMANDAZIONI: si devono favorire nei soccorritori non professionali le conoscenze e competenze psicologiche di base attraverso la selezione, la formazione, l'organizzazione, la supervisione professionale. Gli operatori devono fare il loro lavoro e non diventare piccoli psicologi.

8. L'intervento psicologico diretto dei professionisti
LEZIONI APPRESE:
l'esperienze di questi anni hanno dimostrato come si debba caratterizzare il contributo degli psicologi in caso di catastrofi: con una presenza reale nel livello sia organizzativo che dell'opera di soccorso, con una integrazione alle squadre di intervento, con la funzione di dare spazio al pensiero nell'ora dell'attivismo, di dare valore alla relazione nell'ora del dolore, di dare senso alle azioni simboliche e alle risorse interiori sia individuali che comunitarie nell'ora della disperazione.
RACCOMANDAZIONI: più che all'uso di nuove tecniche, l'efficacia della presenza dell'operatore psicologico nello scenario delle catastrofi si deve distinguere:
a) per un modello che attinga ai fondamenti della psicologia di base e applicata, diverso da quello medico della malattia;
b) per una attitudine ad operare anche al di fuori del setting ambulatoriale con generosità e creatività;
c) per una conoscenza del contesto orrganizzativo della macchina dei soccorsi e una disponibilità ad integrarsi con gli altri soccorritori;
d) per un addestramento al mantenimento della giusta distanza o giusta vicinanza nei confronti delle persone;
e) per l' equipaggiamento di tecniche che attinge alla psicologia sociale, clinica, culturale e di comunità ecc. e ne rivisita l'applicabilità;
f) per la disponibilità alla supervisione;
g) per una chiara collocazione funzionale, logistica, professionale nell'organizzazione decisa dalle istituzioni di riferimento.